Centro Clinico Chimico

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Tosse nei bambini: quando preoccuparsi

Sanità: cosa succede

20 Dicembre 2018


C’è un mito da sfatare: la tosse non è una malattia, è un riflesso che serve a mantenere libere le vie aeree. Già nei bambini più piccoli la potenza di un colpo di tosse riesce ad espellere batteri, polveri e virus; è dunque un sistema di difesa immediato, istintivo e involontario.
Il riflesso della tosse, in realtà, è generato da uno scolo di muco dal naso in gola provocato dal raffreddore, perciò rimuovere il muco tramite lavaggi nasali spesso è un metodo efficace.
È importante, però, saper riconoscere i diversi tipi di tosse e le eventuali patologie collegate.

Una prima distinzione da fare è tra tosse acuta, che scompare entro tre settimane, e tosse cronica, che dura più di due mesi.

Vediamo insieme alcune malattie riconoscibili dal colpo di tosse del bambino:
Pertosse – tosse acuta
È una malattia batterica contagiosa, si manifesta con colpi di tosse ravvicinati fino a lasciare senza respiro. Nel neonato può essere causa di apnea e cianosi. Non ci sono terapie specifiche se non quella antibiotica che, se somministrata in tempo, permette una guarigione più rapida.

Laringite – tosse acuta
È una patologia respiratoria causata da infezioni virali, motivo per cui è più diffusa d’inverno; la tosse somiglia a un verso di foca o a quello di un cane che abbaia. In questi casi è bene tranquillizzare il bambino e farlo sedere, per permettere una migliore respirazione.

Asma bronchiale – tosse cronica
Ha espressioni cliniche che vanno dalla tosse o sibilo all’affanno respiratorio, fino al broncospasmo, la manifestazione più grave. La terapia più comune è a base di aerosol, che può essere abbinato ad altri farmaci se necessario.

Tosse somatica – tosse cronica
Insorge nei bambini a partire dai 6 anni ed è riconoscibile per la lunga durata, quasi un tic, che può avere anche un suono fastidioso, simile a quello di un clacson. Spesso il sintomo si attenua rassicurando il bambino; solo nei casi più resistente può essere necessario rivolgersi a figure specializzate, come lo psicologo o lo psichiatra infantile.

In genere, quando la tosse non disturba la vita quotidiana del bambino e non si protrae per più di 3 o 4 giorni, è da considerare benigna; in caso contrario è bene contattare il proprio pediatra.

 

Fonte: repubblica.it