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Vaccinazioni a mira

ULSS 13 INFORMA: Vaccinazioni Pediatriche

Stili di vita

21 Novembre 2016


ULSS 13 INFORMA

Al via la 1° Giornata della Salute della Ulss 13 sulle: mercoledì 23 novembre in Villa Farsetti a Santa Maria di Sala

Se continuano a diminuire le adesioni alle vaccinazioni, alcune malattie, attualmente controllate nella diffusione dai vaccini, torneranno ad interessare sempre di più la popolazione (bambini e adulti)

“Mio figlio è troppo piccolo per vaccinarlo”. “Ho paura che la vaccinazione gli faccia male”. “Le malattie per cui esiste il vaccino sono ormai scomparse”. Questi sono solo alcuni esempi del motivo del rifiuto alla vaccinazione da parte di alcuni genitori. Ad amplificare il dubbio sulla validità delle vaccinazioni, ci pensano poi gli antivaccinatori soprattutto con bufale online nei social, in alcuni siti internet creati ad hoc e blog.

Contro le bufale e la disinformazione sulla validità delle vaccinazioni pediatriche ( e non solo) la Ulss 13 ha organizzato per la popolazione la sua 1° Giornata della Salute con il patrocinio del Comune di Santa Maria di Sala intitolata “VACCINARSI PER LA VITA”, prevista per mercoledì 23 novembre alle ore 17.00 presso la sala Sandro Pertini di Villa Farsetti a Santa Maria di Sala (via Roma, 1). Ad intervenire ci saranno la dottoressa Donatella Campi rappresentante del servizio vaccinale del SISP, la dottoressa Anna Licursi ff primario della Pediatria Ulss 13, il dottor Ezio Frison in rappresentanza dei pediatri di libera scelta, il dottor Stefano Rigo rappresentante dei medici di medicina generale. Coordinerà gli interventi il dottor Flavio Valentini direttore del Dipartimento di Prevenzione.

“Vaccinarsi significa allontanare il rischio di incorrere in malattie che sembrano scomparse come il morbillo, la polio e la difterite”, ha dichiarato il responsabile del Dipartimento di Prevenzione della Ulss 13 Flavio Valentini. “Dopo la sospensione dell’obbligatorietà avvenuta in Veneto nel 2008 anno nel quale si registrava una copertura vaccinale pari al 98%, la adesione alle vaccinazioni hanno cominciato a diminuire fino ad arrivare oggi, nel 2016, con una copertura regionale del 91%, per questo il Ministero della Salute, associazioni scientifiche, ordini dei medici etc parlano di rischio per la salute pubblica”.

L’abbassamento della copertura vaccinale aumenta il rischio di contrarre le malattie infettive per i non vaccinati (piccoli e grandi) perché la barriera alla diffusione è ridotta. Nella Ulss 13, le coperture per la vaccinazione esavalente (vaccini per la poliomielite, la pertosse e la difterite) sono passate da oltre il 90% all’86% per i nati nel 2014. Nel caso del morbillo, la copertura nei bambini di un anno è ormai al di sotto dell’85%. Per avere un termine di raffronto, nel 2011 la copertura per morbillo nella medesima classe d’età era quasi al 90%. “Il morbillo – ha ricordato il dottor Valentini – è una malattia infettiva che viene generalmente percepita come innocua, ma non è così. Può infatti portare a importanti patologie a carico dell’apparato visivo, polmonare e neurologico con gravi complicanze e danni fisici permanenti. I vaccini ci sono e sono sicuri, e allora perché si è sempre più restii a vaccinarsi o a vaccinare i propri figli? “Perché – evidenzia Valentini – si temono reazioni avverse al vaccino, preoccupazioni che potrebbero anche essere legittime se confortate da evidenze concrete che però non ci sono. I dati delle reazioni avverse ai vaccini sono registrati (in Veneto) nel sistema denominato “Canale verde” gestito dalla Ulss 20. I dati annualmente resi pubblici con un report e nell’incontro questi dati saranno illustrati”.

“Vacciniamo i nostri figli – ha concluso il direttore generale della Ulss 13 Giuseppe Dal Ben – per non rivedere sul nostro territorio malattie che appartengono al nostro recente passato come ad esempio la polio che ha colpito tante persone causando importanti problemi di salute di cui ancora oggi vediamo le conseguenze. I cittadini devono essere consapevoli che queste malattie, che contrastiamo con i vaccini, sono state ridotte nelle loro diffusione proprio per il fatto che esistono i vaccini (e i vaccinati), e che una riduzione delle persone vaccinate ci porterà ad aumentare il rischio che queste malattie ritornino in quanto i virus e i batteri che combattiamo con queste armi non sono scomparsi”.