Centro Clinico Chimico

Laboratorio Analisi, Diagnostica per immagini e Poliambulatorio

Influenza stagionale: le buone regole di prevenzione

Stili di vita

20 Dicembre 2017


Spossatezza, dolori muscolari, febbre, tosse e mal di gola: sono gli inequivocabili sintomi dell’influenza stagionale, che colpisce ogni anno in media l’8% della popolazione italiana, con picchi nel mese di febbraio.

L’influenza è provocata dai virus del genere Orthomixovirus, che infettano le vie aeree. Veicolo del virus sono le goccioline di saliva e le secrezioni respiratorie, che si diffondono attraverso tosse e starnuti o il contatto con oggetti e superfici contaminate.

Ecco alcune indicazioni per limitare la diffusione dell’influenza:

  • evitare i luoghi affollati ed in particolare i luoghi chiusi;
  • aerare le stanze per ricambiare l’aria;
  • lavare spesso le mani, possibilmente con acqua e sapone, in particolare dopo avere frequentato luoghi e mezzi di trasporto pubblici;
  • evitare di portare le mani sporche a contatto con occhi, naso e bocca;
  • coprire bocca e naso quando si tossisce e starnutisce, utilizzando fazzoletti di carta usa e getta.

Normalmente l’influenza si risolve nel giro di una settimana.
In alcuni casi però può essere particolarmente grave e associata a complicanze come polmoniti batteriche, disidratazione, peggioramento di malattie croniche preesistenti, sinusiti e otiti
Le categorie più a rischio di complicanze sono gli anziani e le persone che soffrono di patologie croniche come ad esempio il diabete, le malattie immunitarie o cardiovascolari e respiratorie.
Il rischio è più alto anche nei bambini molto piccoli e nelle donne incinte.

Per questa ragione il Ministero della Salute individua le categorie a rischio, alle quali viene raccomandata e offerta gratuitamente la vaccinazione.
Quest’ultima va ripetuta ogni anno, poiché i virus influenzali tendono a variare, cioè ad acquisire cambiamenti nelle proteine di superficie: in questo modo sono in grado di aggirare la barriera immunitaria costituita dalle precedenti infezioni.

Fonte: Ministero della Salute