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Vitamina D

Vitamina D: combatte le allergie dei bambini e non solo

Stili di vita

31 Luglio 2019


La vitamina D sembra essere un vero e proprio amuleto a favore dei bambini per le malattie allergiche. Fino ad oggi la si riteneva importante per il suo ruolo nella prevenzione di malattie ossee in età adulta, come il rachitismo e l’osteoporosi; ma studi recenti dimostrano che essa gioca un ruolo centrale anche nella prevenzione di malattie allergiche – che ad oggi coinvolgono circa il 25% dei bambini –, ma anche in alcune patologie cardiovascolari e autoimmuni, come il diabete mellito 1, l’artrite reumatoide, la sclerosi multipla o il Morbo di Chron.
Nei bambini soggetti ad attacchi d’asma, l’integrazione della vitamina D riduce la frequenza degli episodi e favorisce il controllo della patologia, ovviamente affiancando ad essa i farmaci di base antiinfiammatori specifici. In età pediatrica la vitamina Dfavorisce la crescita e il benessere osseo, ma ha anche un ruolo centrale nel regolare le funzioni del sistema immunitario.

Quando e come assumere la vitamina D?

Ogni persona assorbe il 10% della vitamina D con la normale dieta alimentare, soprattutto mediante l’olio di pesce e l’olio di fegato di merluzzo; il 90% lo riceve, invece, mediante l’esposizione alla luce del Sole. Per questo motivo l’insufficienza in alcune fasce della popolazione pediatrica è dovuta alla latitudine in cui si vive, al tempo trascorso in casa e all’assenza di gioco all’aperto; anche condizioni patologiche come l’obesità incidono su questa carenza. Altro fattore importante è il colore della pelle: le persone di pelle scura necessitano di una maggiore esposizione solare. Un’indagine nazionale sostiene che in Italia la carenza di vitamina D riguarda 1 bimbo su 2.
Le società scientifiche (Consensus Sip-Sipps) raccomandano, dunque, la supplementazione di vitamina D in tutti i bambini nel primo anno di vita, qualunque sia il tipo di allattamento. A mano a mano che crescono è bene portarli all’aperto per delle passeggiate e per i giochi, non solo d’estate ma anche nelle stagioni più fredde.

Fonte: repubblica.it